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Il ministro per l'Ambiente Corrado Clini illustra il piano contro il dissesto idrogeologico presentato nelle scorse settimane.
Mario Reggio
11 dicembre 2012

"Il novanta per cento dei Comuni a rischio i disastri costano 3 miliardi e mezzo l'anno"


Interventi per 40 miliardi in quindici anni. Come evitare che i fondi rimangano non utilizzati
Lei ha annunciato che il piano contro il dissesto idrogeologico pronto.

"L'abbiamo presentato ai primi di dicembre al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) la Strategia nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici e la sicurezza del territorio".

Quali sono le linee guida del piano?
"La Strategia rappresenta un documento prioritario per il nostro paese, caratterizzato da un territorio altamente vulnerabile sempre pi esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. Come risulta dalla serie storica degli eventi climatici estremi, a partire dagli anni Ottanta l'Italia subisce danni sempre pi rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi all'anno con effetti significativi per l'economia nazionale. Sulla base dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e che risalgono al 2003, le aree ad elevata vulnerabilit per i rischi di frane e alluvioni rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631). La modificazione del regime climatico richiede prioritariamente l'aggiornamento dei PAI.
Di conseguenza le Linee Guida principali si muovono sul alcune precise direttive. In primo luogo l'Aggiornamento dei PAI e insediamento delle Autorit dei Distretti Idrografici. Infatti il contesto corretto per l'elaborazione e la gestione dei PAI deve essere quello degli 8 Distretti Idrografici del nostro paese, istituiti nel 2006 in sostituzione delle Autorit di bacino, ma mai attivati".



Cosa ci chiede l'Europa?
"I Distretti Idrografici rappresentano anche il contesto giusto per la gestione della direttiva 'alluvioni', che la UE ci ha sollecitato di applicare in modo pi adeguato. Avendo anche presente che, in attuazione della direttiva, entro il prossimo giugno 2013 l'Italia dovr fornire le informazioni aggiornate sulla elaborazione delle nuove 'mappe della pericolosit e del rischio alluvioni'. Saranno poi previste delle Misure urgenti di salvaguardia fra le quali il divieto dell'uso ai fini residenziali, produttivi o per servizi e infrastrutture, delle zone gi classificate R4, cio aree a rischio idrogeologico molto elevato. Sono poi state inserite misure programmatiche per la gestione e manutenzione in sicurezza del territorio. Mi riferisco a interventi quali il contenimento del consumo del suolo in coerenza con i contenuti del disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento dei suoli, la manutenzione dei corsi d'acqua attraverso interventi di regimazione idraulica, di ricalibratura e di pulizia degli alvei; gestione delle acque reflue al fine di attenuare la vulnerabilit dei centri urbani; il recupero di terreni degradati e dismessi, privilegiando la promozione di attivit agricole di qualit, misure di riforestazione e di valorizzazione degli ecosistemi; ripristino della gestione dei suoli nelle aree pi esposte al rischio di frane (terrazzamenti e coltivazioni dedicate); il miglioramento della gestione dei boschi demaniali, considerati quali primarie infrastrutture verdi".

Chi dovr vigilare sull'applicazione delle norme?
"I PAI saranno adottati dalle Autorit di Distretto Idrografico, e dovranno essere fatti rispettare dalle Autorit Competenti".

Chi avr il potere di abbattere le costruzioni abusive lungo i torrenti intubati?
"i Comuni avranno la responsabilit sulla base delle misure previste dai PAI ".

Lei ha parlato di 40 miliardi di risorse da impiegare in 15 anni.
"Abbiamo stimato che, per gli interventi di prevenzione e messa in sicurezza del territorio nazionale, oltrech di ripristino, sarebbero necessari investimenti per almeno 40 miliardi. Assumendo una scala di priorit basata sulle misure infrastrutturali e gestionali pi urgenti, tenendo conto della tipologia degli interventi, e considerando i tempi di realizzazione delle infrastrutture necessarie per la messa in sicurezza stimati in circa 15 anni, gli investimenti dovrebbero essere ripartiti tra: interventi pubblici per infrastrutture, reti o altre attivit di competenza pubblica (60% pari a 1596 milioni/anno; investimenti privati (30% pari a 798 milioni/anno), che potrebbero essere sostenuti con credito di imposta a detrazione parziale dei costi; incentivi a favore di imprese, cooperative o associazioni che assumano la gestione e manutenzione delle aree agricole e boschive abbandonate (10% pari a 266 milioni/anno). La Strategia, con le misure per la prevenzione dei rischi e dei danni connessi agli eventi climatici estremi, rappresenta dunque una misura infrastrutturale per la crescita sostenibile dell'Italia, ad alto valore aggiunto e con effetti significativi per l'occupazione giovanile addizionale con effetti positivi a breve-medio termine sulle entrate e sulla riduzione del debito pubblico. Per quanto riguarda la spesa, tra il 1998 e il 2012 il Ministero dell'Ambiente ha erogato in tutto circa 4,5 miliardi agli Enti Locali e le Regioni".

Lei ha anche parlato di sorprese perch spesso di risorse ce ne sono fin troppe che non vengono spese? in grado di quantificarle? E chi le ha tenute nel cassetto?
"In totale, ad oggi, risulta utilizzato meno del 40% delle risorse attribuite, con grandi differenze tra le diverse Regioni. In particolare il tasso di utilizzazione delle risorse nelle Regioni del Mezzogiorno molto basso. La causa principale di questa situazione sicuramente riferibile a procedure di spesa molto complesse e poco efficienti. E a questo fine stiamo predisponendo con le Regioni una proposta di gestione semplificata delle procedure, in regime ordinario. Perch l'altra causa riferibile alla gestione in regime straordinario (i commissari) che moltiplica le procedure senza facilitare la spesa, anzi aumentando i costi".



http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/12/11/news/intervista_clini_dissesto_idrogeologico-48542833/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2012%2F12%2F14%2Fnews%2Fdissesti_naturali-48737535%2F


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