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I BENI CULTURALI SENZA UNA POLITICA
SALVATORE SETTIS
LUNED, 10 DICEMBRE 2012 la repubblica - COMMENTI

Finalmente rivelati i progetti del ministro Lorenzo Ornaghi. Rispondendo con solo nove mesi di ritardo a una lettera firmata da oltre cento direttori di musei, archivi, biblioteche che lamentavano lo stato deplorevole dei beni culturali e il nessun riconoscimento dei loro meriti e del loro lavoro, il ministro ha parlato chiaro (Corriere della sera, 8 dicembre): bando alle ciance, la vera priorit del nostro tempo evitare a ogni costo il diffondersi della peste dellinvidia e delle gelosie sociali, che porterebbero a un incattivimento della societ italiana pi pericoloso dello spread, pi nefasto di ogni immaginabile stallo dei partiti o del sistema rappresentativo- elettivo. Ecco dunque lagenda Ornaghi: la pace sociale si raggiunge rinunciando a invidie e gelosie, ognuno si accontenti del suo stato, zitti e mosca. Quanto al suo dicastero, pro bono pacis sar meglio non rispondere nemmeno al direttore degli Uffizi, anzi bastonarlo se si accorge che il suo stipendio un decimo di quello dei suoi colleghi americani e un ventesimo di quello di un deputato (italiano) che vende il voto al miglior offerente. No allinvidia
sociale, viva larmonia. un modello che si pu estendere: per esempio, guai ai disoccupati che vorrebbero lavorare, sono solo degli invidiosi. Vergogna se un malato che non pu curarsi per i tagli alla sanit dice che chi pu permettersi unassicurazione godr di miglior salute. Vituperio su alunni, insegnanti e genitori che vorrebbero una scuola pubblica funzionante, e osano ricordare che secondo la Costituzione (art. 33) scuole e universit private, compresa la Cattolica di cui Ornaghi stato rettore fino a un mese fa, hanno piena libert ma senza oneri per lo Stato. Tutta invidia. Qualcuno si permette di ipotizzare una societ in cui tutti i meriti ottengano il loro giusto compenso? Ma una critica sprovvista di un realistico contributo costruttivo , anzi un malvezzo. Questi incattivimenti meglio eliminarli alla radice,
pax vobiscum.
E perch non affrontare gli altri nodi della politica stigmatizzando anche gli altri vizi capitali? Un brillante biologo conteso da universit di tutto il mondo vorrebbe una cattedra in Italia (ma non pu: i concorsi sono bloccati da sette anni)? Pecca di superbia!
Un operaio di Taranto protesta perch allIlva si registra un aumento dei tumori fino al 419 %? Si macchiato di un altro vizio deplorevole, lira. Un malato si lamenta della pessima qualit del cibo in ospedale? Si penta, sta peccando di gola. Un direttore resiste allidea di privatizzare attivit e biglietteria del suo museo? Ma avarizia! Restano due vizi nella lista, lussuria e accidia. Del primo abbiamo registrato fin troppi esempi (in Parlamento e nei CdA), ma non incattiviamoci al punto di ricordarli. Di accidia viene accusato frequentemente proprio Ornaghi, ma si tratta palesemente di distorsioni o fratture che caratterizzano la nostra convivenza civile. E a Gian Antonio Stella che gli aveva chiesto ragione della sua ostinata assenza dalla scena (detta in linguaggio curiale, quel Ministero davvero sede vacante), il ministro risponde serafico che s, magari fra un mesetto, trascorso questo periodo di feste, potrebbe concedergli un incontro.
Piuttosto, in questa politica- catechismo, varr la pena di ricordarsi anche dei Dieci Comandamenti.
Settimo: Non rubare, per dirne una.
Ma allora come mai Ornaghi ha difeso in Parlamento il suo consigliere Marino Massimo De Caro, arrestato pochi giorni dopo per il furto di migliaia di libri nella biblioteca napoletana dei Girolamini di cui, proprio in quanto consigliere del ministro, era stato nominato direttore? E come mai Ornaghi non ha sentito nemmeno il bisogno di scusarsi via via che la magistratura scopriva altri furti del De Caro (ancora e sempre in galera), in decine di altre biblioteche in cui entrava come suo consigliere? Forse per non incattivire? Sar, invece, ostensione di bont la sua tesi, spesso ripetuta tra un coro di fischi, che meglio che lo Stato se la svigni dai musei e ceda il passo ai privati? Per troppo tempo abbiamo sperato che la destra colta e pulita del governo Monti segnasse un progresso rispetto alla destra becera e incolta dei governi Berlusconi, ma almeno in questo caso non cos. Sar forse per carit cristiana, ma certo Ornaghi ha voluto dimostrare urbi et orbi che il povero Bondi non era, dopotutto, il peggior ministro possibile. Bisogna ammetterlo, ce lha fatta.



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