VII Commissione Senato (Istruzione e Cultura) - Resoconto della seduta del 14 gennaio 2004 (Nuovo Codice) 2004-01-14
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VII Commissione - Resoconto di mercoledì 14 gennaio 2004
ATTI DEL GOVERNO Mercoledì 14 gennaio 2004. - Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. - Interviene il ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani.
La seduta comincia alle 9.
Schema di decreto legislativo recante codice dei beni culturali e paesaggistici. Atto n. 295. (Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame, rinviato da ultimo il 13 gennaio 2004.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI (FI), relatore, illustra una nuova proposta di parere favorevole con condizioni e osservazioni (vedi allegato 1), elaborata alla luce dell'andamento del dibattito nella seduta di ieri e di alcuni ulteriori approfondimenti. In particolare, la condizione relativa agli studi d'artista è stata trasformata in osservazione, mentre la condizione relativa all'articolo 169, comma 1, è stata soppressa, considerato che l'intervento condotto con il codice non può comportare l'introduzione di nuove norme penali. Inoltre, anche per accogliere alcuni dei rilievi dei gruppi di opposizione, la proposta di parere contempla due nuove osservazioni, relative all'opportunità di introdurre nel codice alcune nuove categorie di beni culturali e di escludere espressamente la possibilità che l'autorizzazione paesaggistica sia concessa dopo la realizzazione dell'opera.
Carlo CARLI (DS-U) lamenta la ristrettezza dei tempi a disposizione per l'esame del provvedimento in titolo e la confusione determinata dall'esigenza di procedere alla valutazione di un «doppio testo», quello presentato alle Camere e quello risultante dalle modifiche richieste dalla Conferenza unificata. Denuncia un preoccupante abbassamento del livello di tutela dei beni culturali e paesaggistici, determinato in primo luogo dalla soppressione del principio per cui il bene culturale è tale fin dall'origine, e il suo riconoscimento ha carattere meramente dichiarativo. Da questo punto di vista, e anche per la mancata esplicita abrogazione espressa dell'articolo 27 del decreto-legge n. 269 del 2003, la proposta di parere del relatore appare ancora insufficiente. Pur apprezzando il fatto che alcune istanze sollevate dalle Regioni in sede di Conferenza unificata siano state accolte nel codice, il provvedimento non appare idoneo a dare piena e organica attuazione alle prescrizioni del titolo V della Costituzione sul riparto delle competenze Stato-regioni in materia di valorizzazione e tutela dei beni culturali e paesaggistici. In conclusione, in mancanza di risposte convincenti sui punti evidenziati, preannuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto contrario sulla nuova proposta di parere del relatore.
Antonio PALMIERI (FI), condividendo l'impostazione del codice, così come illustrata dal Ministro Urbani, annuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore. Coglie altresì l'occasione per esprimere il suo apprezzamento dell'operato del relatore Orsini, nonché del modo in cui la Presidenza ha gestito i lavori in tema di esame del codice.
Andrea COLASIO (MARGH-U) lamenta il mancato coinvolgimento dei soggetti interessati nella fase di redazione del codice, nonché l'esiguità dei tempi a disposizione per il suo esame. Ribadisce il suo giudizio di inadeguatezza del codice e ritiene che esso, anziché obbedire alla anacronistica logica di tutela «passiva» del bene da parte dello Stato attraverso la previsione di vincoli, avrebbe dovuto conformarsi alla ratio sottesa alla riforma del titolo V della Costituzione. In tal senso, il codice avrebbe dovuto delineare una strategia attiva, di concertazione tra lo Stato e le Regioni in materia di tutela dei beni culturali. Da un punto di vista generale, ritiene che l'elaborazione del codice avrebbe dovuto divenire l'occasione per aprire un ampio e articolato dibattito nel paese, che avrebbe sicuramente contribuito a dare al tema del patrimonio culturale italiano la dovuta centralità nell'ambito delle politiche pubbliche e dell'azione del Governo. Questa occasione è stata perduta. Nonostante le rassicurazioni, continua a ritenere che disposizioni dell'articolo 27 del decreto-legge n. 269 del 2003 costituiscano un grave vulnus per la tutela dei beni culturali, e che pertanto sarebbe stato un atto politicamente coraggioso la loro abrogazione espressa. Concludendo, annuncia, anche a nome del suo gruppo, il voto contrario sulla nuova proposta di parere del relatore.
Alessio BUTTI (AN) lamenta l'atteggiamento poco corretto e ostruzionistico delle forze di opposizione, nonostante la disponibilità e la sensibilità politica mostrate dalla maggioranza nell'accogliere le proposte e i rilievi da esse sollevati. Annuncia quindi, anche a nome del suo gruppo, il voto favorevole sulla nuova proposta di parere del relatore.
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